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Villa Pastore. Lo spirito di Elisa e un triste destino.

  • Immagine del redattore: M.G.
    M.G.
  • 21 giu 2025
  • Tempo di lettura: 3 min
"..Quel che resta degli edifici sono le poche parti non ancora crollate tra la fitta vegetazione che l’attanaglia, ma quel che resta di Villa Pastore è una storia che si tramanda di generazioni da 150 anni e ancora oggi qualcuno, in silenzio e celato dagli alberi, porta i fiori sulla tomba della piccola Elisa..”


UBICAZIONE: Valenza (Alessandria)

TIPOLOGIA: Villa

STATO: Abbandonato completamente in rovina, crollato.

ACCESSO: Libero

 

(Esplorazione 2023)


Negli anni abbiamo esplorato molti luoghi tristemente abbandonati, castelli, ville signorili, ospedali, chiese, alberghi e chissà cos’altro. Ogni posto è stato dimenticato a modo suo, a volte con una ricca storia alle spalle, altre volte nel silenzio di un passato sconosciuto. Ci siamo emozionati davanti ad affreschi ottocenteschi, scalinate principesche e manieri medievali, alcune volte siamo entrati in posti dove il tempo si era magicamente fermato, dove le stanze erano ancora arredate ed in ordine quasi come se qualcuno dovesse far ritorno, prima o poi. Questa volta è tutto diverso.


Agli inizi delle nostre esplorazioni abbiamo letto la storia di questa villa, una storia importante anche se tragica, in un luogo che nella zona conoscono tutti perché carico di superstizioni e leggendarie maledizioni. Ci siamo recati a Villa Pastore.


Sarebbe più corretto dire “quel che resta di Villa Pastore”, infatti il complesso di due edifici si trova ormai completamente coperto dalla folta vegetazione su una desolata collina e i troppi anni di abbandono non sono stati clementi con la struttura. La maggior parte dell’edificio è crollato, il restante è prossimo.


Eppure, nonostante il pessimo stato di conservazione, gli echi della storia della villa si odono ancora, raccontati di generazione in generazione. Tutto nasce probabilmente intorno alla metà del 1800, quando la famiglia Pastore fa edificare la Villa, con torri e merletti, e altri edifici attigui per la servitù e i depositi agricoli. Come ogni leggenda che si rispetti non ci sono date precise, le uniche che abbiamo sono quelle che ancora oggi si leggono sulle lapidi commemorative. Nel 1873, la figlia più piccola, Elisa Pastore, muore alla tenera età di due anni uccisa dalla febbre miliare, o più modernamente detta tubercolosi. Passati solamente dieci anni, il primogenito Giovanni di 13 anni è vittima di un tragico incidente, infatti si racconta che una delle torri della magione gli sia crollata addosso mentre era intento a suonare il pianoforte. Di lui dovrebbe ancora esserci la lapide al cimitero di Valenza.


Non si hanno più notizie di questa dimora per quasi cent’anni, l’assenza di impianti elettrici e fognari fa pensare che sia rimasta abbandonata per molto tempo, fino al 1980, dove la nuova proprietà decide di restaurare il complesso. I lavori, purtroppo, dureranno poco. In un crollo delle impalcature rimarranno uccisi due operai, il cantiere verrà chiuso dalle autorità e Villa Pastore, con la sua ormai nota fama nefasta, da quel momento verrà abbandonata per sempre.


Leggende locali parlano, come sempre in questi casi, di presenze e fantasmi, di voci di bambini e di suoni di pianoforte. Lasciamo ad altri il compito di dissipare questi misteri, ma la cosa più incredibile l’abbiamo vista sul posto con i nostri occhi.. Dopo 150 anni dalla morte della piccola Elisa, mentre tutto crolla ormai inglobato dalla fitta vegetazione, in un punto sperduto di quello che un tempo fu uno splendido giardino, un piccolo altare resiste alle intemperie. Sopra, una piccola lapide commemora la storia della bambina e sotto di essa ancora vengono deposti fiori e statuette di angeli.. Proprio qui, in un punto quasi inaccessibile sperso in punta ad una collina disabitata, avvolta dalla foresta e dai suoi misteri.


M.G.

 


 
 
 

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