Villa del Giapponese. Meravigliosi affreschi d’oriente e una piccola volpe.
- M.G.

- 6 set 2025
- Tempo di lettura: 2 min
"..perduta su qualche collina ormai quasi disabitata, la villa è come un museo di affreschi dal Giappone al classico. Una meraviglia tristemente dimenticata dal tempo dove la natura ne ha fatto sua casa..”

UBICAZIONE: Nord Piemonte
TIPOLOGIA: Villa
STATO: Abbandonata ma in ottime condizioni.
ACCESSO: Libero
In un piccolo paese su una collina del nord del Piemonte, in una zona un tempo ricca ed oggi quasi dimenticata, c’è lei: la Villa del Giapponese.
Osservandola da fuori, nella sua immensità appena varcato il cancello, non sembrerebbe possibile che sia stata abbandonata, dimenticata per sempre e lasciata lì, tra rovi e piante che poco per volta inghiottono tutto.
La dimora è imponente, finemente decorata sia internamente che esternamente nei maestosi porticati, questo rende ancora più misterioso il fatto che, nonostante le ricerche, non ci sia una storia secolare ed importante ad accompagnarla.
Il poco che si sa, tra storia e dicerie, è che la villa fosse di proprietà di una famiglia di banchieri. Come già anticipato, la zona in cui si trova era molto ricca in passato, poi nell’ultimo secolo, a poco a poco tutta l’area si è impoverita, le grandi aziende hanno chiuso e la popolazione si è trasferita altrove. Oggi non restano che queste tracce di un glorioso passato, ormai ricoperto dalla vegetazione e dalla polvere dei tempi.
Viene chiamata la Villa del Giapponese poiché al piano terra tutti i saloni e le stanze sono finemente affrescati con decori d’oriente. Soffitti e pareti riportano scene con geishe, fiori, rondini, gru, samurai e persino imperatori del Sol Levante. Questa caratteristica, sebbene non si trovi un vero e proprio nesso con il Giappone, si ripresenta misteriosamente anche in altre dimore della stessa zona.
Al primo piano, invece, tutti gli affreschi riprendono uno stile più classico, che sfocia infine nel salone principale, una vera e propria opera d’arte. Sul soffitto un giovane Dio dell’amore Eros (o Cupido in latino) siede in braccio alla madre Afrodite (Venere) in un dipinto che veramente fa battere il cuore ed innamorare chi ha la fortuna di poterlo osservare ed anche per noi è scattato immediatamente il colpo di fulmine.
In queste magnifiche stanze, con nostra sorpresa, ha preso casa una piccola e simpatica volpe che, incuriosita dalla nostra presenza, ci ha accompagnato per un pezzo di visita quasi come una guida del museo.
Infine, l’ultimo piano è composto da stanze piccole ed anonime, probabilmente locali di servizio o destinati alla servitù. Qui iniziano a vedersi i primi segni del tempo e danneggiamenti strutturali.
E’ sempre molto difficile descrivere a parole un’emozione, così come è complesso raccontare una storia ormai perduta tra le pagine del tempo, ma se vorrete immergervi nella meraviglia di questo luogo potrete farlo guardando le foto e i video sulle nostre pagine social e Youtube, ne vale la pena!
M.G.
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