Villa Canuto e Villa Chiara. Tra i ricordi della collina desolata.
- M.G.

- 4 lug 2025
- Tempo di lettura: 3 min
"..due edifici con una storia completamente diversa ma con un triste destino comune. A pochi passi dalla città e vicine tra loro, nascoste dalla vegetazione e dimenticate da tutti. Dove un tempo c’era un angolo di paradiso, oggi regna sovrano il degrado..”

UBICAZIONE: Collina di Torino
TIPOLOGIA: Ex ville, case di riposo per anziani
STATO: Abbandonato in pessime condizioni di degrado.
ACCESSO: Libero
(Esplorazione 2023)
La collina di Torino è un luogo ricco di storia e di fascino. Purtroppo, allo stesso tempo, è un luogo di grande abbandono, di storie dimenticate, di spreco e degrado. Tra questi vicoli tortuosi abbiamo esplorato numerosi posti negli anni, ville nobiliari, ospedali ed alberghi. Oggi vi raccontiamo la storia di due complessi molto vicini tra loro, che sebbene abbiano storie diverse, ad oggi sono uniti da un triste destino.
La nostra prima tappa è Villa Canuto. Costruita nell’800 da una nobile famiglia legata alla produzione del vino, in passato veniva chiamata con il nome di Vigna Mondet. In seguito, nel 1919, passò nelle mani di Ernesto Stillio, ricco benefattore di ospedali ed enti assistenziali della zona (ancora oggi esistono delle fondazioni benefiche a suo nome) che donerà la stessa villa in beneficenza con l’intento di trasformarla in casa di convalescenza ospedaliera, poi divenuta colonia estiva ed infine utilizzata come casa di riposo per anziani.
La struttura accoglierà gli anziani ospiti fino all’anno 2000, anno in cui verrà chiusa e successivamente dimenticata, abbandonata su quel costone di collina ed imprigionata dalla vegetazione.
La dimora è situata su una storica strada panoramica della collina, tant’è che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere sotto la tutela delle Belle Arti in quanto “Edificio di valore storico ed ambientale”. Ma né il suo valore artistico, né la sua comoda posizione sono riusciti a salvarla… I costi esorbitanti per l’acquisto e la ristrutturazione di tutto il complesso hanno di fatto decretato la triste fine di Villa Canuto, in vendita da molti anni ma completamente dimenticata.
Purtroppo però, la posizione comoda ha portato tutti i “contro” della situazione. Facilmente raggiungibile e di libero accesso, la struttura ha attirato vandali che hanno distrutto tutto, nonché è stata abusivamente occupata, almeno sporadicamente, da senzatetto e disperati alla ricerca di una sistemazione di fortuna. Villa Canuto è passata, come Villa Capriglio ed altri luoghi analoghi della zona, da villa nobiliare di valore storico a centro di degrado periferico.
A poche centinaia di metri si trova l’ex Ospedale Maria Adelaide, anch’esso abbandonato da molto tempo ed in grave stato di degrado. Questa struttura, però, pare essere finalmente all’attenzione di alcune società interessate a rilevare e recuperare l’enorme complesso. Andando ancora poco più avanti, si arriva ad un punto dove persino la strada asfaltata ha ceduto definitivamente il passo alla boscaglia. Qui, nascosta in mezzo alla vegetazione, si trova Villa Chiara.
Villa Chiara è un complesso moderno, sebbene non si trovino informazioni dettagliate, la struttura è sicuramente stata costruita dagli anni ‘80 in poi. Realizzata come casa di riposo per anziani, doveva essere sicuramente una struttura moderna e di lusso, data la posizione panoramica ed isolata dal caos cittadino.
Nonostante sia di recente costruzione risulta già abbandonata da molti anni, sebbene non se ne conosca la ragione. I diversi piani della struttura, completamente devastata e vandalizzata in ogni sua parte, la rendono un vero e proprio ecomostro nel bosco.
Sebbene si tratti di due edifici con una storia completamente diversa, la prima un’ex villa nobiliare ottocentesca, la seconda un moderno complesso, entrambe hanno avuto come ultimo utilizzo l’ospitalità per gli anziani ed entrambe hanno subìto un triste destino comune. Un rovinoso abbandono, fatto di spreco e gestioni fallimentari. Due edifici in una collina rinomata, che potevano essere angoli di paradiso ed invece sono stati condannati per sempre ad un inferno di degrado.
M.G.
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