Villa Becker. La terza madre, Mater Lacrimarum.
- M.G.

- 11 mar 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 12 mar 2025
“...Mater Lacrimarum, la più terribile delle tre madri, viveva qui. Tra cripte sotterranee e saloni del 1600, tra le fronde degli alberi secolari del parco e i misteri in lei celati, nella villa delle catacombe ancora aleggia quest’aria diabolica ed inquietante...”

UBICAZIONE: Provincia di Torino
TIPOLOGIA: Villa
STATO: Abbandonato in parte crollato, pericoloso.
ACCESSO: Libero
(Esplorazione Maggio 2023)
In una zona ricca e signorile, nascosta tra ville settecentesche della nobiltà, Villa Becker riecheggia come un grido nella notte più nera.
Costruita nel 1600 dalla nobile e potente famiglia D’Agliè, la Villa porta oggi il nome dell’ultimo proprietario: Sir Becker, influente diplomatico e uomo d’affari britannico. La Villa nei secoli subì diverse ristrutturazioni fino a conferirle l’aspetto più signorile e romantico dei giorni d’oggi. Alla morte di Sir Becker, l’edificio passò di eredità in eredità fino all’attuale proprietà che però, pur essendone discendenti, sembrano ignorare (volutamente o meno) l’esistenza della Villa.
Nel 2007 il regista Dario Argento renderà immortale la Villa, girandovi all’interno la pellicola “La terza madre”, terzo ed ultimo capitolo della saga horror “Le tre madri” e da quel momento verrà anche ricordata ai più come Villa delle catacombe.
Già al tempo delle riprese Villa Becker era in un profondo stato di abbandono, peggiorato successivamente sino a tre devastanti incendi dolosi che, nel 2022, hanno distrutto quasi completamente il tetto e i piani superiori. Ad oggi, l’enorme parco e i suoi edifici di servizio attigui alla villa fungono da discarica a cielo aperto. La Villa, invece, sebbene dovrebbe (il condizionale in questi casi è d’obbligo) essere tutelata dalle belle arti e la sovrintendenza della regione, resta lì in pericolante stato di abbandono e rischio crollo. Gli interni, devastati dagli incendi e da vandalismi di ogni genere, mostrano ancora magnifici saloni affrescati, colonnati intarsiati e camini imponenti.
Quanto dovrà ancora gridare Villa Becker, nel buio delle notti fredde, affinché qualcuno ponga fine a questo strazio?
M.G.
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