Il Principato di Lucedio. Lo spartito del Diavolo e i cimiteri abbandonati
- M.G.

- 23 mag 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 24 mag 2025
"..Certi luoghi, più di altri, sono stati abbandonati e dimenticati da tutti. Sarà solamente il caso dovuto ai tempi, alla vita frenetica dei nostri giorni, oppure questi luoghi sono stati volutamente abbandonati? In queste desolate campagne, con leggende secolari sull’evocazione del Diavolo e i segreti dei monaci per proteggere il mondo, che ci crediate o no, oggi questi luoghi misteriosi sono completamente nascosti dalla vegetazione e distanti chilometri da qualsiasi presenza umana. Che sia leggenda o superstizione, qui non vi è più anima viva ..”

UBICAZIONE: Provincia di Vercelli
TIPOLOGIA: Chiesa sconsacrata e cimiteri abbandonati
STATO: Abbandonato.
ACCESSO: Libero
(Esplorazione 2023)
C’è un luogo storico, misterioso ed affascinante tra le campagne e le risaie desolate del vercellese, un posto che si è guadagnato fama nell’antichità ma dove ora non vi è più quasi anima viva: Il Principato di Lucedio.
L’area vide iniziare il proprio sviluppo nel lontano 1123 quando i monaci Cistercensi, giunti da lontano, edificarono l’Abbazia di Lucedio, in seguito bonificarono la zona e divenne il primo luogo in Italia nella coltivazione del riso. Negli anni, passata di famiglia in famiglia, divenne proprietà di un ramo della stirpe Savoia, fregiandosi quindi del titolo di Principato.
Sempre al di sotto di questi possedimenti, nel XVII secolo venne edificata, sulle spoglie di un precedente edificio sacro, la Chiesa del Santissimo nome di Maria, più comunemente detta Madonna delle Vigne e qui comincia il nostro viaggio.
La Chiesa, ormai sconsacrata da tempo, porta con sé un segreto ed una leggenda secolare. Al suo interno, infatti, c’è un famosissimo affresco alla parete: Lo spartito del Diavolo. Si tratta di un affresco raffigurante un organo con un piccolo spartito centrale, che, secondo la leggenda, avrebbe il potere di evocare il Diavolo se suonato al contrario. La storia, però, non si limita a questo spartito, infatti narra che all’interno dell’Abbazia un monaco sia stato posseduto dal maligno e, esorcizzato il male, il Vescovo stesso su mandato del Vaticano, fece costruire un sigillo nelle cripte dell’edificio dove ancora oggi i corpi dei monaci defunti, posti in cerchio, veglino su questo portale demoniaco. Oggi il complesso è di proprietà privata ma si dice che le cripte sotterranee siano state murate da tempo, per sempre.
Questa è la leggenda secolare, purtroppo però le cronache moderne ci raccontano che questi luoghi siano ritrovi di gruppi satanisti dediti a messe nere e riti macabri, coperti in tranquillità dall’abbandono della zona e dalla vegetazione che ormai ricopre tutto.
La stessa sorte è toccata al vicino cimitero di Darola. Abbandonato dal dopoguerra, è ormai una selva inestricabile, ma questo non ha impedito ai soliti individui di devastare la cappella e le tombe, che sono state divelte e vandalizzate con i consueti segni di oscuri rituali.
Infine, nelle immediate vicinanze, si trova la frazione Colombara. Dove la tenuta è stata finalmente recuperata da privati e, forse, trasformata in museo, la Chiesa sconsacrata è stata chiusa per evitare vandalismi, ma il cimitero abbandonato è di libero accesso direttamente dalla strada.
Al termine di questo viaggio tra queste desolate campagne del Vercellese una domanda ci assilla… stiamo parlando solamente di leggende? I racconti secolari tramandati di padre in figlio hanno un fondo di verità o è solamente per superstizione che in tutta l’area sia stato abbandonato tutto?
Il nome Lucedio deriverebbe dalle zone bonificate chiamate “locez” ma c’è chi giura che questo nome riporti a Lucifero, appunto l’angelo portatore di luce, coincidenze? Probabilmente sì, ma mentre lasciamo a voi valutare, di sicuro in questa zona non vi è più anima viva...
M.G.
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