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Il Mercurino. Il Castello di Federico Barbarossa.

  • Immagine del redattore: M.G.
    M.G.
  • 4 apr 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 6 apr 2025

"..tra queste mura e queste scale, il passo fermo dell’imperatore Federico Barbarossa incute ancora timore, dal Sacro Romano Impero alla polvere, in un angolo di pianura e quiete risaie.."



UBICAZIONE: Provincia di Vercelli

TIPOLOGIA: Castello

STATO: Abbandonato e prossimo al crollo, pericoloso.

ACCESSO: Libero (con difficoltà)

 

(Esplorazione Marzo 2025)


La provincia di Vercelli è uno di quei luoghi che più di altri ha patito l’abbandono dei piccoli centri a favore delle grandi città, viaggiando di paese in paese su strade statali assolate quanto deserte, si nota proprio l’abbandono totale di borghi interi. Potremmo dire che Vercelli si può contendere, senza ombra di dubbio, il titolo di capitale dell’urbex.


E’ incredibile, però, constatare che ogni piccolo paese di poche centinaia di anime, abbia un suo castello e, in questo caso, un maniero medievale appartenuto addirittura all’Imperatore del Sacro Romano Impero, Federico Barbarossa.


Il castello, dal 1100 in poi, nei secoli è stato più volte rimaneggiato, ad oggi non vi è più traccia dell’immenso fossato descritto nei documenti antichi e soprattutto l’aspetto del maniero ha perso gran parte dei suoi connotati medievali, ne restano ancora tracce come la torre centrale, alcune finestre e altri dettagli interni quali la scala, ma persino le torri perimetrali sono state inglobate nell’ultima ristrutturazione avvenuta nel 1900 che ha ingentilito le sue forme e trasformato in residenza nobiliare. Passato di secolo in secolo a diverse famiglie nobili della zona, l’ultima di cui si rileva traccia, risulterebbe la famiglia Mercurino.


Oggi il maniero è in pericolanti condizioni, i tetti e i pavimenti dei piani superiori sono pressoché tutti prossimi al crollo, se non già crollati su se stessi.


Abbandonato nel secolo scorso, i resti di vita al suo interno, come una capsula del tempo, trasmettono sensazioni di epoche lontane, una libreria, alcuni divani, qualche mobile ormai marcito, una cucina distrutta dal tempo e un magnifico salottino con una poltrona e, presumibilmente, uno dei primi televisori.


Il complesso, ahimè, è enorme ed il tempo è poco, soffermarsi un istante per catturare uno scatto e poi via, leggeri come una piuma che si adagia, in punta di piedi, lasciare questo posto con in mente le domande di sempre anche se questa volta, purtroppo, la risposta sembra essere chiara. Questo pezzo di storia crollerà nell’oblio, troppo arduo il recupero ormai.


M.G.

 

 
 
 

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