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Il Forte di Fenestrelle, la Grande Muraglia Piemontese.

  • Immagine del redattore: M.G.
    M.G.
  • 21 mar 2025
  • Tempo di lettura: 2 min
"..il Forte più grande d’Europa, abbandonato dal 1946 fino al 1990, oggi finalmente recuperato!"


UBICAZIONE: Fenestrelle, provincia di Torino

TIPOLOGIA: Fortezza militare

STATO: Abbandonato fino al 1990, oggi riqualificato

ACCESSO: Visite guidate a pagamento.


(Esplorazione Agosto 2023)


Il Forte di Fenestrelle non è propriamente un'esplorazione urbex, è una storia diversa, è finalmente una storia a lieto fine.


Costruito in più riprese a partire dal 1728, il colossale complesso si sviluppa per oltre 3 km di lunghezza lungo tutto il fianco destro della montagna a Fenestrelle in Val Chisone, per un dislivello totale di oltre 600m di altitudine (da circa 1.140m a circa 1.780m). E’ la fortezza militare settecentesca più grande esistente al mondo e la quinta più lunga (ovviamente la prima è la Grande Muraglia Cinese, visibile anche dallo spazio).


Il complesso viene erroneamente chiamato Forte, ma sarebbe più appropriato il termine Fortezza, in quanto è l’insieme di 3 Forti, 7 ridotte, spalti, bastioni, scale e tutti gli altri edifici connessi per una superficie totale di 1.350.000 metri quadri.


Posto in una zona di confine, per secoli ha visto scontrarsi gli eserciti Piemontese prima, Italiano poi, contro l’esercito Francese. Secoli di storie e di guerre fino alla fine della seconda guerra mondiale, dove di colpo viene completamente abbandonato e, negli anni, saccheggiato in ogni sua parte. (Per la storia completa del Forte di Fenestrelle, consultare Wikipedia)


La storia, però, questa volta è a lieto fine, perché nel 1990 un gruppo di volontari decide di recuperare la struttura con visite guidate e mostre. Dal 1999 è anche simbolo della Provincia di Torino. Ad oggi il Forte di Fenestrelle attira oltre 30.000 visitatori ogni anno.


Finalmente una storica ed imponente struttura abbandonata è stata recuperata! Questa volta ci piace raccontare questa storia di recupero e ci auguriamo che la stessa sorte tocchi, prima o poi, a tutti gli innumerevoli altri edifici storici abbandonati del nostro bel Paese.


M.G.



 

 
 
 

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