Il Castello di O.C. l’ex Preventorio sulla collina.
- M.G.

- 19 apr 2025
- Tempo di lettura: 2 min
"..negli anni le leggende di fantasmi bambini che infestano il luogo si sono moltiplicate, così come la vegetazione che poco per volta sta inghiottendo l’ex castello abbandonato sulla collina, dove un tempo bambini malati cercavano scampo dalla tubercolosi.."

UBICAZIONE: Provincia di Torino
TIPOLOGIA: Ex Castello ed ex Preventorio minorile
STATO: Abbandonato in precarie condizioni
ACCESSO: Libero
(Esplorazione Marzo 2025)
C’era una volta il Castello di O.C. e no, non è Orange Country e non partirà la colonna sonora “California”.. O.C. è un piccolo borgo sperduto tra le colline del Torinese, dove alla fine del 1700 una nobile famiglia di Conti di Ginevra, imparentati con un ramo dei Savoia, decise di costruire un nuovo castello a pochi passi dalle rovine del vecchio castellaccio del luogo. Quel che resta del maniero sorge su una splendida collina che domina la valle sottostante, immerso nel verde incontaminato dove ormai si sentono solo più gli uccellini cantare in primavera.
Questo edificio, di cui non vi sono grandi tracce e testimonianze, viene ceduto attorno al 1920 e da lì diviene una casa di cura. Negli anni della guerra fungerà anche da ospedale e sarà occupato e conteso tra partigiani e truppe naziste. Arriviamo quindi alla fine degli anni 40, dove diventerà infine un preventorio minorile, ospitando fino a quasi duecento bambini di età tra gli 1 e i 14 anni, tutti malati di tubercolosi o altre malattie polmonari.
Si narra di dolore, di morti anche violente e, a discapito del luogo quasi incantato, di sofferenze e disperazione. Questo ha dato luogo a numerose leggende legate al castello e negli anni c’è chi giura di aver visto fantasmi di bambini scomparsi, infestare questi luoghi deserti. Noi, come sempre, ci limitiamo ad osservare e catturare immagini di questi luoghi dimenticati e, fortunatamente, non abbiamo avvertito strane presenze attorno a noi durante la nostra esplorazione.
Il complesso è abbastanza labirintico internamente, con scale che salgono e scendono di mezzo piano, facendo un po’ perdere il senso dell’orientamento. Il piano terra è l’unico che abbia conservato tracce artistiche del castello che fu, mentre i tre piani superiori sono di fatto identici, spogli e fatiscenti come un vero e proprio ospedale abbandonato. Un senso di pace emerge solamente dalle ampie finestre, le terrazze e il tetto, che illuminano tutta la struttura coi timidi raggi del sole di marzo. E mentre credevamo di esser giunti alla fine del nostro viaggio, ecco apparire dietro l’ennesimo corridoio nascosto, la chiesa interna, ancora quasi completamente decorata. Chissà quante preghiere di guarigione hanno ascoltato queste mura?
Usciti dal complesso e nuovamente immersi nella natura circostante, col parco di piante secolari e tracce di una pista da mountain bike che scala la collina, ci domandiamo, purtroppo per l’ennesima volta, come sia possibile relegare questi posti all’oblio più totale condannandoli al crollo, invece di utilizzarli nuovamente per il bene della comunità.
M.G.
Potrete trovare tutte le fotografie su: https://www.facebook.com/profile.php?id=61572449016715 e https://www.instagram.com/oblivion_urbex_team/




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