Grand'Hotel Miramonti, dal lusso alla cenere.
- M.G.

- 2 mag 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 3 mag 2025
"..aggirarsi tra queste mura, tra stanze decorate e lunghi corridoi ormai prossimi al crollo, dà la sensazione di tornare indietro nel tempo, ma per capire fino in fondo questo luogo e la strana sensazione di oppressione che si prova esplorandolo, non basta ricordare solamente il momento florido del grand’hotel, ma occorre scavare nella storia di questo luogo misterioso..”

UBICAZIONE: Provincia di Cuneo
TIPOLOGIA: Ex Grand’Hotel
STATO: Abbandonato in precarie condizioni
ACCESSO: Libero
(Esplorazione Aprile 2025)
C’è stato un tempo in cui, in questa amena e famosa località, tutti i VIP venivano a soggiornare al Grand’Hotel Miramonti, un gioiello incastonato tra le montagne ma, allo stesso modo, a pochi chilometri dal mare.
Secondo le cronache giunte sino a noi, vere o leggende che siano, nel 1920 viene iniziata la costruzione del Grand’Hotel Miramonti su quel che rimane delle rovine di un vecchio forte militare ed un vecchio monastero abbandonati. Inaugurato nel 1926 ebbe subito un clamoroso successo con oltre 140 stanze tutte finemente decorate e i bagni in camera con acqua calda (oggi può sembrare banale, ma all’epoca era un lusso sfrenato..), oltre che campi da tennis, parcheggi e giardini sontuosi. Poco per volta, molti personaggi famosi dell’epoca soggiornarono nelle sue stanze. Si narra dei soggiorni di una giovane Rita Levi Montalcini fino ad arrivare al primo ministro di quei tempi, Benito Mussolini.
La storia però, ci ricorda per l’ennesima volta, il periodo più buio. In piena seconda guerra mondiale, nel 1942, verrà occupato dalle truppe tedesche che ne faranno una prigione / campo di concentramento per ufficiali Jugoslavi.
Questo passaggio, sebbene possa sembrare “normale” nel periodo di guerra, ha segnato in maniera indelebile le sorti di questo albergo, come, da esperienza in centinaia di altre esplorazioni, ha segnato la fine di numerosi altri luoghi oggi abbandonati. Tanti, troppi luoghi che sono stati occupati durante la guerra, hanno condiviso questo triste destino teso all’oblio. Sarà una coincidenza o forse un monito per il futuro? Sarà scaramanzia? La risposta ufficialmente non c’è, ma di fatto tutti questi luoghi sono rimasti maledetti.
Noi, nelle nostre esplorazioni, non ci siamo mai occupati di indagini paranormali come fanno altri gruppi, ma è innegabile che si respiri un’aria pesante in questo posto, strani rumori, luci e un senso di oppressione che ci ha seguiti per tutto il viaggio.
Tornando all’hotel, un timido tentativo di recupero, in realtà, ci fu negli anni 60 ma non ebbe grande fortuna. Infine, in una calda notte d’estate dove si contano stelle cadenti, venne appiccato un incendio doloso all’ultimo piano sotto il tetto. Chi ha lavorato allo spegnimento e alle indagini, racconterà poi che probabilmente furono accesi quattro fuochi agli angoli del complesso, in modo da estendere il più possibile l’incendio. Il tetto crollò portando con sé l’ultimo piano, oggi un’oasi a cielo aperto di piante ed uccellini. Era il 17 agosto 1986, ma l’albergo era già vuoto da tempo.
Oggi, passati quasi 40 anni da quella triste notte, il Miramonti è sempre lì, incastonato come una perla, che guarda la valle da lassù, dove ragazzini del posto e turisti di ogni epoca hanno passato almeno un pomeriggio a fantasticare.
M.G.
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