Ex discoteca Mayerling. L’ultimo ruggito della tigre..
- M.G.

- 11 apr 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 12 apr 2025
"..gli anni 80, si sa, sono stati unici ed irripetibili. Il piccolo paese ai piedi delle colline si trasformava e diventava il centro del mondo, il ruggito della tigre del Mayerling attirava giovani da ogni posto per ballare tutta la notte.."

UBICAZIONE: Provincia di Alessandria
TIPOLOGIA: Villa ed ex discoteca
STATO: Abbandonato ma in ottimo stato
ACCESSO: Libero
(Esplorazione Aprile 2025)
Al tramonto, ai piedi delle placide colline circostanti, il piccolo paese alessandrino si vestiva a festa e diventava il centro pulsante della serata. Migliaia di persone ballavano tutta la notte senza sosta al mitico Mayerling. Bodyguard d’eccezione, la tigre Mayer “il gatto di casa” da cui prese il nome.
Era il 1983 quando la discoteca aprì i battenti e fu subito un successo colossale. Inizialmente concepito per l’accoglienza di 500 persone, il locale venne preso d’assalto da giovani provenienti dal Piemonte, Liguria, Lombardia e persino dall’Emilia Romagna. A differenza di quanto immaginato, le serate attirarono migliaia e migliaia di persone.
Le belle favole, però, hanno una fine. I tempi cambiano ed infatti, come successo anche ad altri locali storici, nel 1996 il Mayerling chiude e con lui l’ultimo ruggito della tigre. A dire il vero, alcune cronache parlano di una cessione a nuovi proprietari, che però non ebbe fortuna, poi in tempi più recenti un altro tentativo di ristrutturazione per farne un mercato, anch’esso non andato a buon fine.
Facciamo, però, un passo indietro. Le tracce di questo edificio sono flebili, costruito certamente nella prima metà dell’ottocento dal Conte Montebruno, famiglia nobile di origine ligure. Villa Montebruno si presume che sia rimasta nelle disponibilità della casata sino ai giorni moderni, per l’appunto fino al sopraggiungere del Mayerling. La villa che si disloca su due piani più il sotterraneo, è un complesso artistico di inestimabile valore, quasi ogni stanza è finemente affrescata e con pavimenti d’epoca.
Presumibilmente l’ultima ristrutturazione, in quanto nemmeno mai terminata, lascia interdetti (a mio modestissimo parere), in quanto ha suddiviso meravigliosi ed affrescati saloni con tramezzi in cartongesso che sono un colpo al cuore per come sono disposti. Io non sono un critico d’arte sia chiaro, ma riesco distintamente a sentire anche da qua gli insulti e gli improperi di Vittorio Sgarbi.
Da quasi trent’anni la villa attende, in un silenzio assordante, di ritornare alla vita… ci sarà un nuovo futuro per il Mayerling?
L’ultimo ruggito della vera tigre Mayer, invece, pare esser stato nel 2006 quando, come ogni buon gattone domestico che si rispetti, ha passato il ponte dell’arcobaleno per guardarci ed indicarci la via da lassù.
M.G.
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