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Ex Albergo S., l'abbandono panoramico.

  • Immagine del redattore: M.G.
    M.G.
  • 13 mar 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 18 mar 2025

"..c'è un luogo speciale tra la fitta vegetazione della collina, un luogo dove un tempo giocavano bambini sfortunati, poi un luogo di villeggiatura a 5 stelle, oggi un'oasi di pace dove osservare il tramonto che cala sulla città, tra abbandono e natura selvaggia.."




UBICAZIONE: Provincia di Torino

TIPOLOGIA: Ex Albergo (in passato ex orfanotrofio)

STATO: Abbandonato in buone condizioni.

ACCESSO: Libero ma difficile.

 

(Esplorazione Marzo 2024)


Girando per la collina, di ritorno da altre esplorazioni, capita di vedere in lontananza un’insegna “Albergo” in mezzo alla natura selvaggia. Capita di decidere di approfondire, capita di imbattersi in un edificio enorme, capita di osservare il tramonto dalla cima della collina in un’oasi di pace e natura.


Certe situazioni nascono per caso e, forse proprio per quello, lasciano dentro sensazioni potenti che dureranno nel tempo.


Ma andiamo con ordine. Siamo alla fine degli anni ’40 e l’Arma dei Carabinieri decide di acquisire ex Villa Santa Maria da un ordine religioso, per fondare un collegio per gli orfani dei caduti in servizio. L’orfanotrofio, con centinaia di bambini, andrà avanti per una trentina d’anni finché, per fortuna, dato l’esiguo numero di orfani rimasti, l’enorme struttura viene dismessa.


Siamo agli inizi degli anni ’80 quando il complesso viene acquisito da privati e trasformato in hotel di lusso data la sua posizione panoramica e dominante, ma anche questa storia sarà breve, tant’è che nei primi anni del nuovo secolo, la struttura verrà nuovamente chiusa, stavolta per sempre.


Da oltre 20 anni tutto l’edificio è abbandonato in balia della natura selvaggia che lo circonda. Fortunatamente la posizione è difficile da rilevare e di scomodo accesso attraverso una folta jungla, pertanto nemmeno i senzatetto sembrano essere interessati a questo luogo.


Delle strutture interne non è rimasto nulla, eccetto vetri rotti ovunque, eppure appena usciti nell’enorme spiazzo antistante, che in passato accoglieva i clienti in arrivo, la vista è sbalorditiva.. Il parco, che conserva ancora qualche panchina, è esposto verso la piana ai suoi piedi ed è uno spettacolo per il cuore potersi godere un tiepido tramonto primaverile in quest’oasi di pace, contornati dalla natura e dal canto degli uccellini.


Le cronache ci parlano di tiepidi interessi per la struttura nel corso degli anni, gelati dalla complessità della situazione e dall’investimento “monstre” che occorrerebbe per la riqualificazione dell’enorme edificio. Pertanto l’albergo, ribattezzato “l’oasi di pace”, resta lì, nascosto dalla vegetazione a godersi albe e tramonti indisturbato, dimenticato dal mondo.


M.G.

 

 
 
 

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